
È vero in quanto, in una percentuale piuttosto alta di soggetti obesi, le cellule grasse aumentano di dimensione oltre i limiti imposti dal codice genetico e, per tale ragione, vanno incontro a rottura e morte. Ma la morte della cellula grassa allarma il sistema immunitario che innesca un processo infiammatorio. Lo stato d’infiammazione cronica che caratterizza una larga percentuale dei pazienti in sovrappeso oppure obesi costituisce un pericoloso fattore di rischio cerebrale, cardiaco e metabolico. Infatti, l’infiammazione negli obesi, aumenta il rischio di andare incontro più frequentemente ad ictus, infarti, diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e altro. Questo dato non è nuovo, ma recenti studi forniscono costantemente evidenze sulla stretta relazione tra la presenza di elevate concentrazioni di indici infiammatori e il sovrappeso patologico. Tali osservazioni rivestono un importante significato clinico, in quanto potrebbero tradursi in criteri diagnostici in fase di screening e stratificazione dei pazienti per permettere una più rapida identificazione dei soggetti esposti ad un maggiore rischio cerebro-cardio-metabolico e facilitare così la messa a punto di strategie terapeutiche mirate.

Durante i normali processi metabolici vengono prodotti i radicali liberi, molecole estremamente reattive che, legandosi a proteine e materiale genetico, possono danneggiare il nostro organismo. Tra i bersagli dei radicali liberi si annoverano anche le cellule nervose che nel cervello sono deputate alla soppressione del senso di fame. Recenti ricerche hanno dimostrato che le cellule cerebrali che controllano l’appetito con l’età tendono a degenerare, provocando un aumento della fame e un potenziale incremento del peso. Da queste ricerche è emerso che le cellule che presiedono ai meccanismi di soppressione della fame vengono attaccate dai radicali liberi poco dopo i pasti e che la degenerazione è tanto più marcata quanto più l’alimentazione è ricca di carboidrati semplici (dolci). Si viene così a creare una situazione squilibrata fra il bisogno di cibo e i messaggi inviati al cervello per indicare di sospendere l’alimentazione. Va da sé che neutralizzare i radicali liberi ripristini l’equilibrio perduto, permettendo alle cellule nervose che si trovano nel cervello di sopprimere la fame e aiutando cosi un soggetto a dimagrire.
Ingredienti (per una porzione)
2 grosse fette d’anguria
1 lime
Menta
Preparazione
Riducete le fette d’anguria e il lime a pezzi, aggiungete la menta e centrifugate.
Ricetta elaborata dallo Studio di Cure Naturali
Professor Luca Mario PITROLO GENTILE
Medico Dietologo e Nutrizionista
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