Articolo di aprile 2024

Ma la fame che cos’è?

Conoscere le abitudini alimentari di un soggetto e tenere conto del complesso rapporto che questo contrae con il cibo, è di fondamentale importanza per il nutrizionista. Soltanto sulla scorta di queste informazioni sarà possibile rendere un qualsivoglia regime dietetico conforme allo stile di vita di un individuo in modo tale da consentirgli di seguirlo senza difficoltà. Tuttavia una dieta, per quanto equilibrata, generosa, piacevole, adeguata e necessaria possa essere, resta pur sempre una dieta e tra le difficoltà che si frappongono fra il suo inizio e il suo termine, fra i lacciuoli che sovente ne ostacolano il buon completamento compare la supplica che il paziente rivolge al medico: “Dottore, la prego, mi dia qualcosa per tenere a bada la fame?” Ma la fame che cos’è? Il termine “fame “significa forte desiderio di cibo e si accompagna a diverse sensazioni. Per esempio, una persona che abbia digiunato per molte ore presenta a carico dello stomaco contrazioni ritmiche, dette contrazioni da fame. Queste provocano un senso di stretta o di morsa in corrispondenza dello stomaco e talvolta danno veri e propri dolori, detti appunto dolori da fame. Oltre a ciò, un soggetto affamato appare più teso ed irrequieto del solito e spesso avverte una strana sensazione diffusa che in termini non fisiologici viene definita “agitazione”. Il processo alimentare è un fenomeno di grande complessità la cui regolazione rappresenta un esempio di funzione integrata. Il controllo della assunzione di cibo può essere distinto in una regolazione a lungo termine, che si attua nell’arco di settimane o di mesi, ed una regolazione a breve termine che si riferisce alla regolazione della fame e dell’assunzione di cibo di minuto in minuto di ora in ora. La regolazione a lungo termine riguarda principalmente il mantenimento delle normali riserve nutritive dell’organismo. Quella a breve termine è connessa principalmente con gli effetti immediati del cibo sull’apparato digerente. Alla regolazione partecipano segnali umorali, sia di tipo ormonale che correlati alla composizione corporea, ambientali, legati alla ricerca e presenza del cibo, sociali, relativi alla dinamica di gruppo (amici, familiari, etc.). A livello individuale il controllo dell’assunzione di cibo presenta una importante componente cerebrale, che guida le preferenze alimentari, determina lo stato di benessere presente in tutte le specie animali alla fine del pasto e, nell’uomo, rappresenta un non secondario fattore socio-culturale. Le sensazioni di fame e di sazietà svolgono un ruolo importante nella regolazione del comportamento alimentare.  Determinate da stimoli psichici, sensoriali, orali, digestivi, vegetativi e metabolici, attraverso vie nervose ed umorali, influenzano l’attività di alcune strutture localizzate a livello cerebrale e segnatamente nell’ipotalamo. Per lungo tempo si è attribuito a due regioni ipotalamiche, la ventro-mediale e la ventro-laterale, il ruolo rispettivamente di” centro della sazietà” e” centro della fame”.  Con il tramontare però delle teorie dei “centri”, intesi come nuclei cerebrali distinti, responsabili di avviare o arrestare un processo, ed il subentrare di una più realistica concezione dell’organizzazione cerebrale a “reti” nervose, queste due regioni hanno perso il ruolo che veniva loro attribuito nel controllo dell’assunzione di cibo. Come accade, infatti, per ogni funzione integrata, sono molte le regioni cerebrali coinvolte in questo processo. In altri termini, è realistico affermare che, come per tutte le funzioni integrate, l’intero Sistema Nervoso Centrale partecipi alla regolazione del processo alimentare (sensazione di fame e di sazietà) e che l’ipotalamo, nel suo insieme, rappresenti soltanto la regione chiave del controllo, intesa come crocevia integrativo di segnali diversi. I segnali che determinano l’avvio e l’arresto del processo alimentare tuttavia rimangono ancora non ben definiti. Recenti acquisizioni pongono in evidenza nuove sostanze in grado di aumentare od inibire il processo alimentare, ma nessuna di queste, considerata isolatamente, basta a spiegare nella sua interezza un processo così complesso, come quello alimentare appunto. Si ritiene oggi che il segnale “fame” sia di origine nervosa centrale e sia tonicamente attivo, cioè sempre presente e ad un livello adeguato. Questo stimolo tonico all’assunzione di cibo verrebbe interrotto da un segnale di origine periferica, legato forse alla distensione della parete gastrica, che determina anche soggettivamente la sensazione di sazietà. L’aver indugiato sui meccanismi con cui viene regolato il processo di assunzione alimentare apparirà al lettore sicuramente ostico ma aiuterà a comprendere meglio gli articoli che prossimamente dedicheremo alla trattazione degli integratori indicati per il controllo della fame.  

Studio di cure naturali

Professor Luca Mario PITROLO GENTILE 

Medico Dietologo e Nutrizionista

Whatsapp e Mobile 3331682902 

e-mail: lucamario.pitrologentile@virgilio.it

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