Qual è il modo più corretto con cui si riesce a dimagrire?

Il modo più corretto è quello più adatto a ciascun soggetto, ovvero basato su una corretta diagnosi. E’ importante conoscere la storia del peso (età di insorgenza dell’obesità, dimagrimento e ricadute), le patologie passate o presenti (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, dislipidemia, steatosi epatica, ecc), lo stile di vita (attività fisica, sedentarietà), le abitudini alimentari (orari e frequenza dei pasti, degli spuntini, ecc) e il comportamento alimentare (eventuale disturbo da alimentazione incontrollata, bulimia, ecc). Sulla base di queste informazioni sarà quindi formulato il più opportuno intervento terapeutico. Questo potrà basarsi su un approccio esclusivamente nutrizionale/comportamentale (dieta ipocalorica e scelte alimentari corrette), oppure nutrizionale e farmacologico o, nei casi più gravi, nutrizionale e chirurgico (chirurgia bariatrica).

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Le diete sono tutte uguali?

Perché è importante sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dell’obesità?

Fra le persone in sovrappeso o con obesità c’è spesso una scarsa consapevolezza della propria condizione di salute e quindi della necessità di perdere peso. Essere obesi non corrisponde a mancato impegno o forza di volontà, ma vuol dire essere affetti da una condizione fisio-patologica molto complessa che dipende da diversi fattori (cioè multifattoriale) e che potrebbe richiedere le giuste cure.

“Perché un soggetto obeso dovrebbe dimagrire?”

Per evitare seri danni alla salute, dato che l’obesità può favorire tutta una serie di condizioni patologiche, da quelle cardiovascolari e metaboliche al cancro, a disturbi psichiatrici e perfino a malattie neurologiche. Tuttavia, non va dimenticato che esistono anche condizioni in cui, sebbene in sovrappeso, il soggetto può essere in buona salute. Quindi il peso corporeo va considerato insieme ad altri parametri per capire se determina un rischio importante per la persona.

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